Perché quando En?gma ha parlato delle playlist di Spotify nessuno ha approfondito il discorso?

Perché quando En?gma ha parlato delle playlist di Spotify nessuno ha approfondito il discorso?

Circa un anno fa En?gma, ospite a Hip Hop Tv da Michele Wad Caporosso, alla domanda “Com’è nata No Bueno?” rispose parlando un po’ di quella mafia che governa l’industria musicale italiana e di come le playlist di Spotify Italia vengano gestite da una persona sola.

 

 

 

 

 

 

Il tutto si risolse con una simpatica gag dove Wad diede il benvenuto al Sig. Algo Ritmo. Le parole di En?gma sono state in seguito da una parte travisate e dall’altra lasciate scorrere. Lo stesso Salmo prese la palla al balzo per deridere l’ex socio dandogli del rosicone. Il commento di Salmo, sotto al post pubblicato dalla pagina Instagram di Hip Hop Tv, fece intendere che En?gma si riferisse a un qualche algoritmo misterioso.

 

 

 

 

 

 

Ma quale algoritmo o Algo Ritmo?

En?gma si riferiva al Sig. Andrea Favale, unico editor di Spotify Italia, che decide, in base ad amicizie e al gusto personale chi inserire nelle sue playlist e chi no. Quella dichiarazione ha penalizzato En?gma? Difficile dirlo, forse solo lui può rispondere a questa domanda, ma ha comunque aperto un vaso di Pandora. È strano, però, come a un anno da quell’intervista, nessuno si sia fatto avanti, né magazine, né artisti o addetti ai lavori. En?gma aveva servito il La per un’inchiesta su un piatto d’argento, ma nessuno ha voluto approfondire. A parte Salmo che ha ovviamente girato la frittata a suo favore. Davvero vogliamo credere che Salmo, o comunque un artista con la sua esperienza, non sapesse come funzionano realmente le playlist di Spotify Italia? O forse era meglio deridere l’ex socio e far passare tutto in sordina? Non dimentichiamo quanto peso abbiano queste playlist e la spinta che riescono a dare a un brano per l’andamento della classifica Fimi. Non dimentichiamo neanche che tutto questo genera soldi e che nessuno vuole rinunciare ai soldi.

C’è anche un’altra questione da analizzare: Spotify spinge alcuni artisti che a loro volta spingono Spotify. Spotify non è l’unica piattaforma di streaming, ma è sicuramente leader nel mercato italiano. Va da sé che a Spotify Italia, o al Sig. Andrea Favale, interessi tenersi buoni alcuni artisti, soprattutto i maggiori e più influenti e li ricambi, non solo con l’inserimento dei loro brani in quasi tutte le playlist, ma anche con cartelloni pubblicitari, eventi o party organizzati spesso e volentieri da Spotify stessa per l’uscita di un disco.

Guarda caso, i cartelloni che troviamo affissi nelle nostre città riportano il logo di Spotify e la dicitura “Ascolta su Spotify”. È una questione di accordi e amicizie: io ti do, tu mi dai. Senza contare l’accordo firmato ormai due anni fa da Spotify Italia e Universal Music Group che legava e lega tutt’ora i due colossi. La discografia, però, non è fatta di sole major, ma anche di distributori, etichette indipendenti, artisti indipendenti, vi immaginate la guerra che c’è per finire in quelle playlist?

Purtroppo però Spotify Italia ad oggi, nonostante sia la piattaforma di streaming numero uno in Italia, è tutto tranne che meritocratica e imparziale, non dà la stessa visibilità a tutti gli artisti e generi musicali. Le ragioni sono da trovare da una parte per il metodo con il quale vengono gestite le playlist, da un’altra per una serie di accordi e da un’altra ancora perché Spotify si è prefissata l’obiettivo di fare da promotrice e talent scout della trap.

Alla luce di tutto questo e sulla scia di quanto dichiarato da En?gma un anno fa, una domanda nasce spontanea: perché nessuno si è esposto? Davvero vogliamo credere che En?gma fosse l’unico a saperlo?

Ovviamente c’è chi lo sa, ma non ha nessuna convenienza a parlarne, c’è poi chi lo sa, ma spera di entrare un giorno nelle grazie del Sig. Andrea Favale e chi invece lo ignora completamente.

Un’ultima cosa: avete notato che nelle scorse settimane alcuni artisti e manager sono stati omaggiati da Spotify Italia con un paio di ciabatte estive? Vi siete chiesti perché alcuni sì e altri no? La risposta è nelle playlist di Spotify Italia.

 

 

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