A Salmo la trap italiana fa vomitare

A Salmo la trap italiana fa vomitare

Questo è il titolo clickbait. Ma infondo Salmo questa affermazione l’ha detta veramente nell’intervista rilasciata a Corriere Ticino in occasione del suo primo concerto a Locarno. Salmo ci è andato giù pesante, senza mezzi termini, ha parlato della trap e ha detto la frase che tutti stanno riportando:Quella originale americana, nata dal disagio, che veniva raccontato nelle canzoni, mi piace. Quella italiana, fatta da figli di papà che fanno balletti dub e cantano con l’autotune mi fa vomitare. E comunque la trap si è evoluta così tanto che non so più che cosa sia“. Bene, la trap italiana gli fa schifo, ma non è forse Sfera Ebbasta l’esponente di spicco della nostra trap? E non è forse Sfera presente nel disco di Salmo nella traccia Cabriolet?

Forse Sfera, inizialmente, parlava di disagio, ma c’è disagio in Happy Birthday per esempio? Boh… Vai a capire… In ogni caso Salmo pare si riferisse alla Dark Polo Gang, non sono forse loro “figli di papà che fanno balletti dub e cantano con l’autotune”?
Ma veniamo alla parte più importante. Durante questa intervista, Salmo ha affrontato un tema molto delicato, che riguarda il successo, tutto quello che da esso ne deriva, e le pressioni che un artista subisce:

Nella musica italiama è cambiato tutto. E bisogna stare attenti perché tutto accade in modo estremamente veloce. Fino a qualche anno fa prima di arrivare al successo ci voleva sì fortuna, ma anche parecchio tempo. Adesso puoi invece arrivarci nel giro di due secondi. Adesso appena hai un minimo di talento ti spingono in alto caricandoti di responsabilità. Mi rendo conto che ogni cosa è sempre più difficile, che l’ambiente musicale ti spinge a premere sempre più a fondo l’acceleratore, a superarti ogni volta. E che oggi tutti sono con te finché fai gol. E che quando smetti di segnare ti mollano immediatamente. Inoltre la gente ti sta sempre più addosso, pretende di dirti che fare. Io ad oggi ho sempre fatto gli affari miei, non ho mai ascoltato nessuno. E penso che continuerò a farlo“.

Perché sono importanti queste parole? Perché sono queste che possono far capire ai tanti ragazzini con il sogno di fare musica e di diventare famosi che ogni cosa ha un suo prezzo, che successo non significa libertà e meno impegno, anzi, che spesso si deve fare i conti con la propria persona e il proprio personaggio.

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