La pagella delle uscite settimanali

La pagella delle uscite settimanali

Come ogni settimana le piattaforme digitali pullulano di nuove uscite. Musica, troppa musica, che ogni venerdì ci assale con la speranza di essere ricordata, di rimanere e non di essere ascoltata una volta e via.

 

9 a North of Loreto di Bassi Maestro. Un disco complesso, coraggioso, difficile da capire, un disco che prende le radici e le influenze delle origini dell’hip hop, le mischia e le porta nel futuro. Bassi ha fatto un ottimo lavoro, ma allo stesso tempo è passato da una nicchia a un’altra. Riuscirà il pubblico a capire e apprezzare NOLO?

 

 

7 a Lupo di Hokkaido di Claver Gold e Kintsugi. Il disco racconta la storia del lupo di Hokkaido, una specie di lupo endemico del Giappone estinto intorno al 1870. Il lupo in questo caso è metaforicamente sostituito dalla musica rap, che negli anni ha subito innumerevoli cambiamenti fino a perdere completamente le proprie radici, diventando il fine e non più il mezzo di comunicazione che permetteva di raccontare storie di vita reale e di denuncia sociale. Il rap, secondo Claver Gold e Kintsugi, si sta estinguendo proprio come è successo al Lupo di Hokkaido, sta morendo lentamente per mano delle stesse persone che lo difendevano a spada tratta e di quelli che non lo hanno mai vissuto veramente. Ok, tutto figo sulla carta e anche nella pratica. Nel complesso Lupo di Hokkaido è un buon disco, per contenuti, rime, flow, ma sette tracce se vuoi difendere la purezza del rap sono poche e soprattutto sembra l’ennesimo piangino ormai trito e ritrito dell’underground vs mainstream che comunque non ha mai significato un cazzo, neanche 20 anni fa.

 

 

7 a Acquario di CoCo. È sicuramente un passo avanti per CoCo, una maturazione dal punto di vista artistico e musicale. Acquario è un disco concreto e dal sapore retrò, che riesce a mantenere intatti nonostante spazi tra mood diversi e stili differenti. Ottima la scelta dei featuring con Gemitaiz, Luchè, Ernia e Mecna che ben si sposano sia allo stile di CoCo, sia al mood del disco nel suo complesso.

 

 

6 a Trap Lovers Reloaded della Dark Polo Gang. Non ho mai apprezzato i repack o reloaded in generale a meno che non si tratti di un artista e di un disco che possano considerarsi cult. Ecco, questo non è il caso di Trap Lovers della DPG. Apprezzo l’intento, la scelta dei featuring ben curata che danno comunque un valore aggiunto al disco, ma andava bene anche se le nuove tracce fossero uscite come singoli e stop. Nel complesso è sempre la DPG, un po’ plastica, un po’ tamarra che a una certa come si suol dire non sa più cosa dire. Ecco, quando non sapete cosa dire è sempre meglio che non diciate niente.

 

 

6 a Male o Bene di Beba feat Lazza. Ottima la strofa di Lazza che anche questa volta si conferma una delle voci più versatili della scena rap italiana. Non si può dire lo stesso di Beba. Carino il ritornello, che sembra appunto un ritornello fatto a una canzone di Lazza. Di fatto a spiccare è proprio Lazza. Non so cosa abbiano usato per la voce di Beba, ma nella sua strofa è troppo macchinosa.

 

 

7 a Scacciacani di Ketama 126 feat Massimo Pericolo. Magnetico, con un’attitudine da rockstar, Ketama 126 è uno dei nomi più promettenti della nuova generazione di rapper italiani. Si distingue per un linguaggio crudo, diretto, un flusso di parole, simboli che spiazzano come in Scacciacani, dove ad affiancarlo c’è l’amico e collega Massimo Pericolo.

 

 

8 a Modalità di Speranza e Barracano. È un brano prodotto da Simoo e Frank che hanno confezionato una strumentale dalle sonorità 2-step garage, dando vita così, insieme ai due rapper casertani, a una canzone del tutto originale nello scenario del rap italiano. Storie di strada, rabbia che si mischia all’autoironia, un ritornello che difficilmente esce dalla testa, sono gli ingredienti di Speranza e Barracano, i migliori fiori della Campania che per la prima volta cantano insieme sulla stessa traccia.

 

 

6 a Bella Bro dei Tauro Boys feat Side Baby. Nonostante i loro nomi possano trarre in inganno e nonostante la presenza di Side in questo pezzo, i Tauro Boys non fanno trap, sono andati oltre la trap, portando suoni diversi e argomenti diversi. Bella Bro è un buon singolo, Side, che dopotutto arriva da in quartetto, si inserisce bene con il mood e le voci dei tre Tauro Boys. Forse manca ancora un qualcosa, un passo in più a livello sia di flow che di suono che faccia dire wow, questi ragazzi fanno davvero qualcosa di unico e diverso. Insomma, quel nuovo trand da cui gli altri poi possono trarre ispirazione.

 

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