Che senso ha fare rap a 40 anni?

Che senso ha fare rap a 40 anni?

La tua diva preferita ti ha fatto retweet e quindi senti che stima

 

Diceva Marracash in Sindrome depressiva da social network, Marracash che ieri ha compiuto 40 anni, no dico, 40 anni, ci rendiamo conto? Parlo io che tra un mese ne compio 38… Ma chissenefrega…. Ha ancora senso fare rap a 40 anni? Fare rap in Italia a 40 anni, il rap è una cosa per ragazzini… No? Eppure Fabri Fibra ha 42 anni e a 40 ha pubblicato Fenomeno, era forse un disco per ragazzini? No, ma aveca quelle due hit che potevano piacere a un pubblico senza età, del resto anche Applausi per Fibra era cantato dal ragazzino e dalle persone più adulte. La musica quindi ha età? Un artista dev’essere per forza giovane per poter fare rap?

 

Eccomi lì, a parlare per l’ennesima volta di un nuovo disco, cercando di convincere e di convincermi che sono in grado ancora di rappare
E poi vale ancora la pena rappare per me? Insomma ho quarant’anni
Il rap è una cosa per ragazzini
In Italia è una cosa per ragazzini e io non parlo di locali e di belle serate o di vestiti firmati e la roba mia è molto più profonda del rap
Quindi preparati a criticare perché io sono il rapper più odiato di Italia
Ma io vi amo, ahahah

 

L’intro di Fibra in Fenomeno spiega esattamente questo concetto, eppure Fibra ha fatto il solito disco bomba, alla Fabri Fibra, e ai suoi concerti c’erano dai bambini ai quarantenni, perché la musica, perché il rap non ha età, se fatto bene. Fibra è in studio, sta lavorando a un nuovo disco, Marracash ha 40 anni e il suo è sicuramente il disco più atteso del 2019, era così anche nel 2018 e sarà così anche nel 2020, perché la loro musica non ha tempo, non ha età. C’è chi si sforza di essere l’eterno ragazzino per piacere ai ragazzini e a 38 anni ti dice il trap phone me lo porto a scuola, no ma ci rendiamo conto?

Perché è necessario essere sempre sulla cresta dell’onda, lottare per restare lì e non importa se poi fai la figura della quarantenne che va in discoteca vestita come una ventenne, non importa se risulti ridicolo, importa solo esserci. Fare musica è una cosa seria, mantenere credibilità, coerenza, spessore anche. Non è facile confrontarsi con colleghi più giovani, più cool, più freschi, quelli che parlano il codice dei giovani d’oggi, se hai 40 anni devi parlare la tua lingua, quella dei tuoi coetanei che sicuramente non ti daranno da mangiare, non compreranno il tuo merch, difficilmente verranno ai tuoi instore o ai tuoi live, perché a 40 anni le persone “normali” hanno un lavoro “normale”, una famiglia, dei figli, ma la bravura sta nell’essere in grado di fare rap senza età e senza tempo. Poi, certo, ti scontrerai con il popolo di Instagram, che segue le mode del momento, che rincorre treccine colorate che dicono solo yeye, sposto i chili vestito Gucci, con quel popolo di Instagram che si improvvisa giornalista, che crede di fare informazione. Lo stesso che da un like o da un commento costruisce una collaborazione, lo stesso che critica il disco di Mondo Marcio ed osanna quello di Capo Plaza, perché non sa cosa sia il rap, non lo conosce, non lo ha vissuto e non lo ha capito. Ma allora a quarant’anni che senso ha fare rap?

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