Siamo noi a prenderci troppo sul serio?

Siamo noi a prenderci troppo sul serio?

Guardo The Voice e vedo che Morgan, Elettra Lamborghini e Gigi D’Alessio si girano verso la maggior parte dei talenti in gara, nonostante possano essere apparentemente lontani dal loro mondo, mentre Gué Pequeno fa la parte della classica figa di legno che aspetta quello giusto con tutti i crismi giusti. Allora penso SIAMO NOI APPASSIONATI DI RAP A NON SAPERCI APRIRE AD ALTRO? Forse ci prendiamo troppo sul serio, del resto la musica è musica e se fatta bene è bella a 360 gradi indipendentemente dal genere. In fondo è sempre stato così, il rap ha dovuto fare dei passi e degli sforzi enormi in Italia per essere considerato al pari degli altri generi musicali, è stato un genere in cui la stessa scena si mangiava dall’interno, se vendevi eri commerciale, eri un venduto. Cazzo significa poi commerciale? Se uno fa musica, fa musica anche per il pubblico e per vendere, se no la farebbe per gli amici più stretti nella sua cameretta, no? Eppure c’è ancora oggi chi vorrebbe che il rap fosse ancora escluso dal mondo, relegato nei garage, nei centri sociali e non di certo in televisione. E non mi riferisco ai media che di rap non capiscono un cazzo, lo associano ancora al gesto con le corna e scrivono I NOYZ NARCOS (GRUPPO RAP/TRAP MOLTO IN VOGA TRA I GIOVANI), quelli sono ignoranti travestiti da giornalisti che non sanno neanche usare Google prima di scrivere un articolo, mi riferisco al contrario a chi ascolta questa musica e sostiene di capirla e di amarla. A chi dice DREFGOLD MERDA, ma non conosce mezza canzone dei Colle Der Fomento. A chi non capisce la differenza tra Chadia Rodriguez e Michelle Hunziker. Vogliamo essere il genere di ribellione, di denuncia, quello figo, ma non sappiamo andare oltre i nostri confini, siamo relegati in un angolo, con le orecchie tappate e i paraocchi. Ecco che a The Voice è risultato un Gué Pequeno molto meno aperto alla musica, un rapper che forse non ha la conoscenza musicale che possono avere Morgan e Gigi D’Alessio e che vuole restare nel suo territorio. Ecco che chi scrive di rap da decenni all’uscita del singolo MISCHKERE di Michelle Hunziker sa solo dire ZERO FLOW, ZERO TESTO, no perché che flow vi aspettavate da Michelle Hunziker? Quello di Irene La Medica? È trash? Sì, lo è. Ha avuto questa opportunità perché è Michelle Hunziker? Sì, certo. Ci sono in giro centinaia di talenti che pagherebbero per una produzione di Dj Enzo e J-Ax? Ovvio che sì.

Ma è una parodia, e chissenefrega se il testo non l’ha scritto Michelle Hunziker, del resto neanche Chadia Rodriguez si scrive i testi e li interpreta anche peggio, in MICHKERE ci sono tutti i cliché della trap, è una presa per il culo che funziona e la Hunziker, seppure con troppa fotta, è molto più credibile della maggior parte della scena trap attuale. La verità è che ci rode il culo che abbiano fatto una parodia su quello che definiamo il nostro DIO RAP, il nostro territorio intoccabile.

1 Comment

  • Marco
    Maggio 27, 2019

    Volevo farti i complimenti per il blog. Anni fa scrivevo una rubrica irriverente sul rap molto simile al tuo stile ma poi mi è passato ogni stimolo. Ad ogni modo il problema della Hunziker è che non era una parodia. Voleva essere ironica ma in realtà non lo è. Non attaccava la trap e non prendeva le distanze da ciò che imitava ne tantomeno mostrava le contraddizioni della scena odierna quindi era solo un normale pezzo autocelebrativo che citava la sua bio. Non ne sentivamo il bisogno ma ormai Ax l unica cosa che sa fare è questo.
    La satira andrebbe fatta per un motivo non tanto per farla. Detto questo sono abbastanza d’accordo con l’ articolo. Continua e non fermarti.

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