Massimo Pericolo è sopravvalutato?

Massimo Pericolo è sopravvalutato?

Scialla Semper, il primo attesissimo disco di Massimo Pericolo, è finalmente uscito. Dico finalmente perché intorno al suo nome si era creato parecchio hype, e perché il disco era atteso come i parenti di un detenuto attendono la sua scarcerazione per citare Marracash e rimanere in tema carcere e illegalità. Troppa attesa, troppo hype, quel genere di hype che o ti porta in vetta in tempo zero o ti frega e ti fotte per sempre e di vittime l’hype ne ha create parecchie.

Pensando a Scialla Semper non si può non analizzare la scelta di pubblicare un album fisico di sole sette tracce in un’epoca in cui i dischi vendono poco niente, in cui il mercato è saturo e in cui si va a giocare nel campionato dei grandi con la classifica Fimi e quant’altro. Ecco, nel periodo storico in cui viviamo, senza nulla togliere a Massimo Pericolo, chi si compra il cd di Massimo Pericolo? Oggi la tendenza, soprattutto con il primo disco, è quella di utilizzare le piattaforme digitali e già in questo Massimo Pericolo va controcorrente, vuole vedere la sua faccia nei negozi di dischi, incontrare i fan agli instore e ha pubblicato un disco e fanculo quello che fanno gli altri.

Quest’animo ribelle, grezzo, violento, a tratti psicotico e dall’umore altalenante è quello che troviamo nelle sette tracce che compongono Scialla Semper. I concetti espressi sono semplici e trovano un linguaggio diretto e di facile comprensione, in un’alternarsi di cori da stadio da vero ultras incazzato e momenti più intimi, dove come un fiume in piena Massimo Pericolo ci rende partecipe dei suoi pensieri, delle sue dipendenze e paranoie. Quindi da un lato ci dà la carica e dall’altro ci affligge con i suoi disturbi. Non mancano ovviamente le critiche al sistema, il fuck the police tipico dello street rap dai tempi degli N.W.A. e provenienti dal passato di Massimo Pericolo che con l’operazione Scialla Semper, che dà il titolo al disco, si è fatto un anno di carcere.

I temi trattati all’interno del disco sono sempre gli stessi e sono anche abbastanza ripetitivi e forse è proprio per questo che sono state inserite solo sette tracce, manca di poetica, è grezzo dall’inizio alla fine, ma si possono esprimere concetti di questo tipo e raccontare la strada, la droga, il carcere, la dipendenza anche in modo poetico, come fece Achille Lauro in Barabba.

Oggi Massimo Pericolo sembra funzionare perché porta qualcosa che per troppo tempo è mancato, che c’era, c’è stato ma non ha avuto lo stesso risalto mediatico e quindi ha il sapore del nuovo, dell’innovazione, senza prendere in considerazione che c’è chi l’ha fatto prima di lui e meglio. Nel complesso Scialla Semper è un buon prodotto anche se sembra un agglomerato di tracce messe insieme senza alcun filo conduttore o leit motiv, dove a livello lirico 7 Miliardi parla per tutte le altre. Manca di fatto una linea melodica che identifichi il progetto, sembrano tracce scritte random nel periodo pre e post galera e messe insieme solo per creare un disco volto a sfruttare l’hype creatosi intorno a Massimo Pericolo, per questo il risultato finale sembra essere posticcio e frutto del caso più che di uno studio accurato.

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