Ci voleva una copertina per dire che sono italiani?

Ci voleva una copertina per dire che sono italiani?

Ah che bella l’Italia, il Paese della confusione e dei pregiudizi… Dopo il Festival di Sanremo Mahmood ha passato più tempo a spiegare di essere italiano che a parlare della sua musica. Assurdo vero? Una cosa positiva però c’è stata: ha attirato l’attenzione su tanti colleghi di cui la maggior parte dei media generalisti ignoravano l’esistenza. Sto parlando di Mosè Cov, Laiuong, Rancore, Maruego, Abe Kayn, Yuman, Tommy Kuti, Chadia Rodriguez, Amir, Dium e Symo. Cos’hanno in comune tutti questi artisti? Che sono tutti italiani anche se con tratti somatici differenti, e che sono i protagonisti della copertina de Il Venerdì di Repubblica uscito oggi. Ma ci voleva una copertina per far sapere che sono italiani? È così importante? Un artista deve girare con la carta d’identità in mano?

 

Leggiamo quanto riporta il sito della Repubblica:

Dopo la vittoria di Soldi al Festival di Sanremo, abbiamo riunito a Milano tredici cantanti nati o cresciuti in Italia e con un po’ d’Africa nelle vene. È nata così la copertina del Venerdì in edicola oggi.  Giuseppe Videtti ha raccolto le storie di questi Italiani veri che parlano di integrazione, rap, razzismo e successo. Da Mahmood a Rancore, da Laïoung a Chadia Rodriguez, da Dium a Yuman gli artisti più amati dalle giovani generazioni sono stufi delle polemiche sulla loro carta d’identità.
Perché, dice Mosè Cov, “se dobbiamo ribadire di essere italiani, vuol dire che la politica è fragile”. Aggiunge Mahmood: “Subito dopo Sanremo i commenti razzisti sui miei social si sono sprecati. Mi hanno scritto pure “Africano di merda”, ma il mio Paese è la periferia sud di Milano”. Per MaRue l’Italia non è un Paese razzista ma poco incline all’accoglienza e dove la gente ragiona per stereotipi: magrebini uguale spacciatori, europei dell’Est uguale rapinatori e stupratori“.

 

In fondo l’Italia è un po’ razzista, ma se questi artisti scelti per la copertina avessero avuto tratti somatici tipicamente mediterranei sarebbero stati chiamati lo stesso dalla redazione de Il Venerdì di Repubblica?

 

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