CLASH è lo scontro e l’incontro dei due elementi che convivono in Ensi

CLASH è lo scontro e l’incontro dei due elementi che convivono in Ensi

Martedì pomeriggio sono stata negli uffici di Warner Music Italy per incontrare Ensi, per parlare con lui di CLASH, il suo ultimo disco in uscita a mezzanotte. Parlare con Ensi è sempre una grande scoperta, lui è una persona semplice, schietta, onesta, ma soprattutto riesce a incarnare inconsapevolmente quello spirito hip hop che troppo spesso oggi sembra svanito.

 

 

Vivo in guerra per morire in pace e il sapore del sangue in fondo mi piace

Quando si parla di Ensi, due sono gli spiriti che ne descrivono l’anima artistica: da un lato, c’è l’improvvisazione del freestyle e, dall’altro, il profondo raziocinio dei ragionamenti personali. CLASH è lo scontro e l’incontro tra questi due lati della sua identità: in un angolo del ring, le punchlines dei freestyle lasciano trasparire un’esperienza pluridecennale nell’hip hop italiano, partendo dalle prime jam e arrivando a MTV Spit; nell’altro angolo, invece, il saper parlare di sé e dei propri sentimenti è sintomo di una maturità artistica e personale che cresce sempre più da disco a disco.

CLASH è la costante guerra di Ensi, che, anche a distanza dal debutto, è ancora mosso dalla necessità di sfogare la propria fame e la propria voglia di competizione.
Ensi deve combattere, in primis, con se stesso e con i propri pensieri e, in secondo luogo, con il resto della scena e del rap italiano, che si allontana fin troppo dalla sua morale artistica e personale, nella quale i valori fondanti dell’hip hop ardono ancora forti.

La rabbia dei tre freestyle del disco è finalizzata a dimostrare e sottolineare uno status acquisito in anni di esercizio e dischi. Lo scontro si concretizza nel divario tra l’esperienza che Ensi impersona continuamente e “chi lo fa, ma mai così”, perché “tu ce l’hai con chi fa i soldi, io ce l’ho ancora coi suckers”, come si sottolinea in “Ivory Freestyle”.
Il divario tra sé e gli altri viene racchiuso anche in “Deng Deng”, perché “Se fai il rap in playback, non è rap”.
Il tutto viene coronato da “Mutombo”, in cui il senso di appartenenza all’hip hop cementa la storia di Ensi al genere in Italia, perché “puoi provarci dove vuoi, ma non a casa mia”.
È in questo ring che Ensi sfodera la propria esperienza per fondere i due lati della sua musica, esprimendo quanto, in ogni attimo della sua vita, l’imperativo sia sempre scontrarsi con gli altri e con se stessi, per superarsi e crescere.
Questo è CLASH.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: