Il Woodstock dei Wannabe

Il Woodstock dei Wannabe

È iniziato tutto quasi una settantina fa con un finto litigio su Instagram che ha coinvolto diversi esponenti della scena, poi la verità e il messaggio che si cela dietro: l’odio genera odio, quello che conta è la musica. In fondo è stata una mossa di marketing ben studiata per tenere migliaia di persone incollate ai profili Instagram dei protagonisti facendo crescere interazioni e follower e aumentando ovviamente l’hype. Ieri l’appuntamento in Piazza Duomo a Milano, dove Andry The Hitmaker, Highsnob e Junior Cally hanno incontrato i propri fan. Forse non si aspettavano una partecipazione così numerosa, tanto che la sucurezza non era pronta a gestire tale situazione. Due ragazzi presenti all’incontro, mi hanno raccontato di aver avuto problemi con i bodyguard degli artisti che, dopo essersi accorti che la quantità di persone presenti non era quella prevista, hanno chiesto alla folla di disperdersi in quanto non avevano chiesto i dovuti permessi al comune. Uno di questi ragazzi è stato addirittura minacciato di denuncia da parte della sicurezza degli artisti. Tralasciando quanto avvenuto a Corinaldo, e sottolineando che gli artisti non hanno colpa o responsabilità alcuna, chi gestisce le loro iniziative ha il dovere di gestirle e occuparsi della logistica e soprattutto della sicurezza di tutti i partecipanti.

Questo espisodio e soprattutto le immagini del pomeriggio di ieri ci riportano alla mente quando Achille Lauro, Boss Doms, Quentin40 & Co avevano dato un appuntamento analogo ai propri fan bloccando di fatto le vie del centro di Milano.

L’immaginario è molto simile, anche se l’intento è molto diverso. Da una parte Highsnob e compagni volevano solo incontrare i propri fan, dall’altra l’obiettivo era quello di girare un video clip, in entrambi lo scopo è stato quello di accorciare le distanze tra artisti e pubblico.

Ma veniamo ad oggi. A mezzanotte è uscita Wannabe vol 2 e sicuramente è stato creato un hype esagerato per nulla.

Il vol 2, che sia un film, un libro o una canzone non è mai come l’originale, spesso delude, perché il pubblico è ormai troppo affezionato e ha fatto proprio il primo capitolo. Wannabe vol 2 ha un ritornello pessimo, due strofe fighe anche se decisamente sottotono rispetto a Wannabe e ha perso quell aurea incazzata e di rivalsa del precedente.

Insomma, musica a parte, le scelte di marketing sono un qualcosa di già visto. Se l’appuntamento in Piazza del Duomo ricorda quello dato da Achille Lauro & co, come dimenticare il finto litigio tra Sfera e Charlie prima di annunciare Tran Tran? È tutto un dèjá vu.

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