Perché si stanno schierando tutti contro Esse Magazine?

Perché si stanno schierando tutti contro Esse Magazine?

Il fu Sto Magazine, come tutti sappiamo, era una realtà nata e facente capo a Ghali che in quel periodo era l’artista su cui puntare e che per tanto godeva di attenzione e hype. Il comando è stato dato ad Antonio Dikele Distefano che ha saputo far crescere la pagina in modo esponenziale, da una parte leccando culi a destra e a manca e dall’altra forte di una presenza alle spalle come quella di Ghali. Sto Magazine e Dikele hanno iniziato a prendere sempre più spazio all’interno della scena e, grazie ad accordi intrapresi con vari management, hanno cominciato a spingere sempre i soliti nomi fino alla nausea. Poi qualcosa ha iniziato a incrinarsi…. Give away FAKE creati ad hoc per raccimolare follower e like, interviste magicamente sparite, la scuola di rap ideata per far soldi e poi scomparsa, metodi poco ortodossi ed eticamente scorretti per lucrare sugli emergenti facendosi pagare per post e storie Instagram, fino ad arrivare alla chiusura. Molti, forse troppi, hanno pensato FINALMENTE. Ma Sto Magazine è tornato, ha cambiato nome, Ghali è sparito, ma ha continuato il suo solito giochetto: propsare i soliti nomi, far ricomparire interviste sparite (vedi Ketama) solo dopo aver avuto in esclusiva il video di 64 Bars con protagonista GUARDA CASO proprio Ketama, i soliti give away fasulli, le interviste chilometriche, l’interessamento  di convenienza verso Junior Cally solo dopo l’uscita del disco e la sua firma per Sugar, il non cagare minimamente altri artisti al di fuori della cerchia. Qualcosa però sta andando storto. Iniziano a girare voci di prezzari creati per lucrare sugli emergenti, gli stessi artisti si stanno accorgendo che quello messo in piedi da Dikele è un sistema mafioso e soprattutto stanno iniziando a parlare. Chi nei commenti, chi apertamente su Instagram, chi come Vacca in diretta a Hip Hop Tv…

 

 

Quello che sta emergendo è una falla all’interno del sistema Esse Magazine, una realtà che vuole essere il punto di riferimento editoriale della musica rap, ma che va avanti tramite simpatie/antipatie, accordi, leccate di culo, convenienza, soldi, scorrettezza e lucrate varie. Proprio ieri Brodo, addetto ai lavori del settore, che segue diversi artisti, ha pubblicato questa storia

 

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La realtà ormai è sotto gli occhi di tutti, ma perché nessuno ne parla? Perché gli altri siti che DOVREBBERO fare informazione si rendono complici con un omeroso silenzio di tutto questo? Forse perché temono ritorsioni? Le ritorsioni ci sono, alcuni artisti sono impossibilitati a condividere gli articoli di alcuni magazine (Rebel in primis) da determinati management che hanno stretto accordi con Dikele, ma questa come si chiama se non mafia? La sensazione è che ci troviamo di fronte a un enorme castello di carta che sta letteralmente crollando. FINALMENTE.

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