Cosa penso di Vacca e Esse Magazine

Cosa penso di Vacca e Esse Magazine

Vacca ha dapprima preso le parti di Jamil nella questione “Esse Magazine” dicendo che Most Hated è un disco pieno di contenuti, parlando del giornalismo italiano e dei suoi chiamiamoli difetti e poi ha proseguito la battaglia da solo. Ma andiamo con ordine: Jamil un anno fa è stato intervistato da Dikele per il fu Sto Magazine, ora è uscito il disco e non avendo avuto un’altra intervista si è scagliato contro il Magazine. Ora, io non sono fan di Dikele, ma la domanda nasce spontanea: TUTTO STO CASINO SOLO PERCHÉ NON HA AVUTO L’INTERVISTA? Evidentemente sì, nonostante le sue argomentazioni siano più che giuste, ma PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE AVERE UN’INTERVISTA SU ESSE MAGAZINE? Non è l’unico magazine di rap italiano, anzi, ce ne sono tantissimi… eppure tutti su Esse vogliono andare e se non ci vanno lo schifano… eppure l’ufficio stampa di Jamil mi aveva scritto per propormi un’intervista dandomi anche giorno e orario e come ha scritto a me avrà scritto sicuramente ad altri siti, solo che io non ho accettato le loro condizioni di data/ora/luogo/modalità, al contrario ho proposto un’intervista video. Mi è stato risposto “chiedo all’artista” e sono spariti. Quindi il problema non è che non hai avuto l’opportunità di fare interviste, ma che non hai fatto quella che avresti voluto e di conseguenza hai sputato merda. Merda sacrosanta trattandosi di Esse Magazine, ma un po’ incoerente. Qui mi sento di spezzare una lancia a favore di Dikele: UN MAGAZINE HA IL DIRITTO DI SCRIVERE E INTERVISTARE CHI VUOLE. Va bene che lì è tutto poco pulito, va bene che l’imparzialità non è di casa, va bene che schifano alcuni artisti per anni e poi li spingono quando gli fa comodo (vedi Junior Cally e Ketama), ma se non vogliono intervistare Jamil non sono costretti a farlo.

Passiamo a Vacca. Dopo aver difeso Jamil è andato avanti per la propria strada contro Esse Magazine, dicendo tra l’altro una serie di verità assolutamente condivisibili.

Quello che però mi chiedo è: COSA TE NE FREGA CHE ESSE MAGAZINE NON ABBIA NOMINATO IL TUO DISCO TRA LE USCITE DEL 2019? È solo una questione di principio, perché ha come sempre spinto i soliti nomi, o ti dà fastidio non essere tra quelli? Perché se io non ho una buona opinione di Hano.it, per esempio, e dovesse fare una classica dei siti di rap italiano e non dovesse citarmi, me ne fregherei, anzi, ringrazierei Dio di non essere stata citata da loro, quindi non capisco l’accanimento di Vacca. Ci sta dire che fanno marchette, che non sono imparziali, che spingono chi vogliono quando gli fa comodo farlo, è tutto vero, ma cosa te ne frega? E soprattutto perché farlo adesso? Nel 2019 usciranno anche i dischi di Ensi (già annunciato), Mondo Marcio, Nerone, solo per dirne alcuni, e nessuno di loro è stato citato nel post di Esse Magazine esattamente come Vacca, ora mi sembra che nessuno di loro ne abbia fatta una tragedia o un caso di Stato.

I loro dischi usciranno lo stesso indipendentemente dall’essere citati nel post di Esse Magazine o meno. Non è che Vacca, pur avendo ragione a esprersi su Esse e Dikele, stia facendo tutto questo teatrino per creare hype intorno al disco in uscita GUARDA CASO venerdì? Perché se no non me lo spiego e soprattutto PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE ESSERE CITATI SU ESSE MAGAZINE? A questo punto non è tanto lui a leccare il culo agli artisti, quanto il contrario.

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