Se proprio dobbiamo censurare qualcuno, censuriamo Il Fatto Quotidiano

Se proprio dobbiamo censurare qualcuno, censuriamo Il Fatto Quotidiano

Niente, i giornalisti de Il Fatto Quotidiano proprio non ce la fanno a tacere sulla questione Sfera Ebbasta e come potrebbero? Non avranno mai visto tanti click come da quando hanno iniziato a puntare il dito contro Sfera e i suoi testi. Al posto di parlare delle vittime o di scrivere lunghi articoli contro i gestori dei locali, o di indagine su come vengano organizzate queste serate hanno trovato la via migliore per fare visualizzazioni: scrivere di quanto siano immorali e diseducativi i testi di Sfera, ma ce la fate?

Ecco l’ennesimo sproloquio pieno del nulla cosmico:

Riesce davvero difficile considerare arte testi come questo: “Hey troia! Vieni in camera con la tua amica porca, quale? Quella dell’altra volta. Faccio paura, sono di spiaggia, vi faccio una doccia, pinacolada, bevila se sei veramente grezza, sputala, poi leccala, leccala” e ancora “solo con le buche, solo con le stupide, ‘ste puttane da backstage sono luride.Che simpaticone! Vogliono un cazzo che non ride, sono scorcia-troie. Siete facili, vi finisco subito”. E’ innegabile che testi del genere siano un concentrato di odio verso le donne e siano ciò che più lontanamente incarna la volontà di educare i nostri figli al rispetto verso altri esseri umani..Si fa un gran parlare della prevenzione della violenza contro le donne, si indicono manifestazioni e giornate internazionali contro il femminicidio e poi si permette la diffusione di un video di Sfera Ebbasta del 2016 dal titolo “Visiera e becco” dove viene addirittura inscenato l’omicidio di una donna e l’occultamento del suo cadavere. Se teniamo conto del fatto che Sfera Ebbasta si rivolge soprattutto ad un pubblico di giovanissimi, i suoi messaggi non possono essere ritenuti innocui con la scusa della libertà d’espressione ed è ridicolo definirlo un artista di serie A solo in base al numero dei dischi venduti e al giro di quattrini che gli ruotano attorno“.

 

 

Sembra di tornare indietro ai primi anni 2000 quando Fibra era additato di omofobia ed esaltare fatti di cronaca e omici molto efferati, come il caso di Omar e Erika, o i Club Dogo additati di promuovere l’uso di droghe. Ma quello che vediamo in tv è diverso da quello raccontato nei testi rap? Non mi sembra… Eppure il rap è il male del mondo.

Ma Il Fatto Quotidiano non si ferma e nel suo articoletto critica anche quello che ritiene essere un falso dispiacere da parte di Sfera Ebbasta e infatti scrive:

Per quel che riguarda lo stato d’animo di Sfera Ebbasta, suona piuttosto stridente il suo post su Instagram dove si dice stravolto per la tragediama subito dopo da appuntamento ai suoi fans per i concerti del 2019. Così come perdono di significato le sei stelline che il trapper si è fatto tatuare sulla tempia in ricordo delle sei vittime facendosi ritrarre in uno scatto dove insieme ai tatuaggi mostra un paio di occhiali la cui griffe in evidenza non è sfuggita a molti commentatori indignati. Sfera Ebbasta si lagna delle “tante cattiverie” che vengono scritte sul suo conto in rete ma non si rende conto di muoversi come un elefante in una cristalleria. Gli utenti dei social gli rinfacciano che per lui la parola cordoglio fa rima con portafoglio ma forse non hanno tutti i torti“.

Stanno dipingendo un qualcosa che non esiste, solo perché non viene da loro capito, stanno trovando un capro espiatorio che è una gallina dalle uova d’oro, o meglio dai click d’oro e questo non è giornalismo.

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