Jamil ha sbagliato il titolo del suo disco

Jamil ha sbagliato il titolo del suo disco

Jamil è sicuramente uno di quelli che si è sputtanato da solo con i mille dissing, le storie Instagram, lui ha davvero dissato tutto e tutti e uscire da quella gabbia che si è costruito da solo non è facile e infatti non ce la sta facendo.

Haterando tutto e tutti, nonostante spesso avesse anche ragione, ha ottenuto un’ottima fetta di haters, tanto da dedicare a loro il titolo del suo disco. Il punto, però, è che oggi nessuno ascolta le sue canzoni, è difficile apprezzare la sua musica, perché Jamil nell’immaginario comune è quello che odia, critica e dissa. Ecco, che il titolo Most Hated cade a pennello, ma sarebbe stato più appropriato Most Hating, visto la quantità di odio che è abituato a sputare.

Ha creato una sua etichetta e ha fatto uscire un disco, che tra l’altro vanta anche un featuring con J-Ax, ha delle basi che strizzano l’occhio alla trap e parti rappate anche molto bene, ma come dicevo prima è difficile dare credibilità artistica a Jamil. Non siamo noi ad avere pregiudizi nei suoi confronti, è lui che con tutti questi anni di dissing l’ha persa completamente. Poco importa che avesse detto basta con i dissing, è più forte di lui, non ha saputo fermarsi e oggi Jamil è per tutti quello che hatera e se semini vento, raccogli per forza di cose tempesta.

Most Hated, nonostante l’attività del suo ufficio stampa, è già un flop, e la colpa è solo sua. 10 tracce, continue frecciatine alla scena, ai colleghi rapper, ai trapper, critiche, haterate, e va bene che il rap è anche questo, ma appunto è ANCHE, non SOLO questo. Certo, in Most Hated c’è altro oltre alla provocazione, ci sono storielle di pacchi d’erba portati in taxi, argomento tipico della trap, ci sono tuffi rap carpiati tipo Animali con Laïoung, un featuring di J-Ax dai denti particolarmente affilati e un suono più o meno a metà tra mazzate hardcore e freschezza trap. C’è anche un featuring del rapper marocchino Lbenj, ma non basta per far uscire Jamil dell’etichetta di dissatore che lui stesso si è cucito addosso.

Sarebbe potuto bastare qualche anno fa, forse, ma non oggi con la quantità di musica che esce ogni settimana. Gli artisti dovrebbero fare gli artisti, non i critici, lasciare la critica agli altri, perché più sputi merda, più automaticamente ti ricopri della stessa merda che sputi.

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