L’hip hop sbarca ad Amici

L’hip hop sbarca ad Amici

Parlo di hip hop perché non è solo il rap ad essere approdato al talent show di Canale 5, ma anche la breakdance con uno dei più forti b-boy italiani: Mowgli. Ha vinto la finale italiana del Red Bull Bc One, la prima edizione del Red Bull Dance Your Style ed è il fondatore della Marittima Funk Crew. Insomma, a soli 22 anni Mowgli ha un curriculum di tutto rispetto. Ad interessare invece la categoria canto/rap sono invece due Indomabili Richi Vitra, che non ha passato tutte le selezioni, e Jefeo. L’hip hop è sempre stato partecipe ad Amici, ma spesso non è stato visto di buon occhio, né dai professori, né tanto meno dalla scena. Se il discorso ballo è un discorso a sé, la partecipazione di cantanti rap a qualsiasi talent show è sempre stato oggetto di critica e poco importa che negli USA stia per partire un talent completamente dedicato al rap, noi siamo in Italia e i rapper in un contesto del genere proprio non li vogliamo vedere.

Ma cosa pensano i rapper italiani dei talent show?

Salmo: “Grazie al talent show passi da 0 a 100 in un giorno. Diventi la star del momento. La novità. Sei il pesce fresco sul banco. Il prodotto da consumare entro la data di scadenza.  Sei un feto nato al terzo mese. È assurdo diventare popolari a 18/19 anni grazie al talent show. È una fregatura. E poi? Poi che fai? Senza background. Senza una storia dietro. Senza la fottuta gavetta. Che fai? Una volta consumato il prodotto passi da 100 a 0 in un secondo e avanti il prossimo“.

Gué Pequeno: “Non stravedo per il genere, però accetto il talent show come un contenitore importante, è un po’ il simbolo dei tempi moderni, poi, io faccio un altro stile, però il mondo è bello perchè è vario. Ho avuto dei contatti in passato per fare il giudice in alcuni talent, poi mi hanno rubato il posto dei colleghi“.

Marracash: “I rapper usciti dai talent show non sono rapper“.

Noyz Narcos: “Prima di mandare un figlio a un talent show, mandalo per strada a fare un po’ di sano Karashò“.

Emis Killa:  “Non ho preso scorcatoie,  ai talent show io ci vado da ospite”.

Insomma, la scena non approva i talent e non è fan di Sanremo, forse è una scorciatoia e sicuramente i rapper usciti dai talent non hanno avuto una grande fortuna e se l’hanno avuta non sono considerati rapper né dalla scena né dagli appassionati di questo genere musicale, perché il rap e la qualifica di rapper te la devi sudare sul campo, per strada, nei contest, facendo la cosiddetta gavetta e non indossando una tutina colorata in prima serata su Canale 5. Come possiamo considerare rap un Moreno o un Biondo per esempio?

C’è anche da dire, però, che oggi, grazie a Instagram, a Youtube è più immediato e rapido avere seguito e successo e molti esponenti della nuova scena non hanno la minima idea di cosa sia la gavetta, quindi, partendo da questo presupposto che differenza c’è tra un social e un talent?

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