La DPG non è più la DPG?

La DPG non è più la DPG?

Rido scrivendo questo titolo, perché,  quando settimana scorsa, ho fatto due chiacchiere con Tony Effe, Dark Pyrex e Wayne Santana, parlando di Trap Lovers e della differenza sotto alcuni aspetti rispetto ai loro pezzi passati, ho detto loro “già mi vedo i titoli La Dark Polo Gang non è più la Dark Polo Gang“. A dirlo però non sono i giornali o i siti, ma i commenti degli utenti sui loro profili social.

Tralasciando gli haters, che sono in grado di spurare merda pure sul Papa, la maggior parte degli utenti pare non abbia apprezzato il nuovo disco della Gang. In particolare, li accusano di aver cambiato genere, di essere diventati come Fedez e di aver perso molto anche a causa della dipartita di Side dal gruppo.

“Ragazzi mi dispiace molto ma mi avete deluso… non credevo poteste fare qualcosa peggio di twins e lo avete fatto… non potete capire quanto io sia deluso, suoni che non stanno nè in cielo nè in terra, testi che parlando troppo di “amore”.
Non potete capire quanta nostalgia abbia dei vecchi album: cm… sdz TDA… la mancanza di side si sente troppo”.

“Madonna mia siete voi che siete usciti dalla dark polo, non side… pena totale”

“Si salva solo Acqua Fiji. Il resto è terribile. Fedezzata da paura. Arturo vi farà mangiare la polvere! “Siete rimasti indietro come dei coglioni!” (semict.)”

“Bene o male avete sempre spaccato, a sto giro zero. Sfornavate hit (o tormentoni, vedete voi) e in questo album ce n’è solo uno (oltre British) ed è copiatissimo da Lil Pump”.

“Di dark non c’è più nulla, delusissimo
Lo ascolterò altre volte per provare a comprenderlo meglio, ma a primo impatto 0″.

“Album pop.. Sembra roba alla Emis killa…. Voglio I miei soldi in dietro”.

“Universal ha cambiato la dark polo gang da dark a cazzomoscio polo gang…”

“Arturo aveva capito tutto,capolavori come Full Metal Dark non li farete più, ritardati”. 

“Imbarazzante!mi vergogno pure ad ascoltarlo”.

Giusto per citarne alcuni, in realtà il disco non è male, ma al di là del fatto che possa piacere o meno, il punto è che è diverso dai precedenti e il pubblico non ama i cambiamenti. È sempre stato così per tutti e con tutti. Ci ricordiamo quando i Club Dogo pubblicarono Non siamo più quelli di Mi Fist? Ce l’avevano già detto nel titolo e infatti di Mi Fist non avevano niente e grazie al cazzo, erano passati 11 anni da Mi Fist, non potevano fare un album uguale ai precedenti o addirittura al primo. Lo stesso vale per tutti gli artisti, si evolvono, in meglio o in peggio, alcuni mantengono il loro imprinting, altri si snaturano per compiacere il pubblico, ma la musica è evoluzione nel bene e nel male. Anche Gué Pequeno di Sinatra non é più il Gué Pequeno di Vero o Bravo Ragazzo, ci dispiace? Sì, ma è così. È così nella musica come nella vita privata, quanti possono dire di essere gli stessi di 5 anni fa o anche solo di un anno fa?

La musica, come la vita, è evoluzione, che poi l’evoluzione porti a risultati ottimi, mediocri o pessimi è il conto da pagare, ma non possiamo pretendere che tutto resti fermo e invariato, perché niente lo è. La musica è anche moda, tendenze, sperimentazione, contaminazione, influenze, stati d’animo, tutti aspetti che influiscono in modo netto su un artista e sulla musica stessa. Tutti gli artisti, dal primo all’ultimo, nessuno escluso, hanno cambiato il loro modo di raccontare, di approcciarsi alla musica, hanno messo in gioco diversi lati della loro personalità, alcune volte sono stati apprezzati, altre criticati, ma non possiamo pretendere che tutti i pezzi di Quentin 40 siano uguali a Thoiry, o che tutti quelli di Gué siano come Fuori Orario o che la Dark Polo Gang sia sempre come in Sportswear, possiamo apprezzare una cosa piuttosto che un’altra, ascoltare quello che più ci piace, ma essere anche pronti al cambiamento.

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