Il Profeta da “Fino alla fine” a “Ramadan”

Il Profeta da “Fino alla fine” a “Ramadan”

“Solo lacrime e sorrisi, coltellate e cicatrici. Più nemici che amici, ma gli amici mai traditi” dice Il Profeta in Maserati mentre Marracash ribatte con “Niente male perchè frate non avevo nulla in questa giungla, la mia voce che in zona suona da anni con un due ampli. Qui non perdono un grammo se fanno running fino a Prealpi” con queste parole i due rapper danno un’immagine chiara e precisa di quella che è la vita nei loro quartieri di origine, ovvero Barona e Piazza Prealpi.

Ed è proprio da Piazza Prealpi che è nata la passione de Il Profeta per la musica e per il rap, nei primi anni 2000, infatti, insieme al fratello Dario fonda Indomabili Crew, oggi diventata Indomabili Mucsic, un’etichetta indipendente vera e propria. Un nome scelto per rispecchiare l’indole ribelle e “street” dei due fondatori, che negli anni hanno anche dato vita ad un format che porta proprio il loro nome, con l’obiettivo di unire la musica rap e lo sport da combattimento dando voce ad atleti ed artisti emergenti affiancati a nomi del mainstream. Nel 2005, Il Profeta pubblica l’album autoprodotto Fino alla Fine che è senza ombra di dubbio uno dei primi esempi di gangsta rap in Italiaun disco intenso che racconta di esperienze impegnative e difficili e di una vita vissuta nelle strade delle periferie di Milano.

In quegli anni nascono per lui molte amicizie che ha coltivato negli anni fino ad oggi, tra cui quelle con Marracash e con Guè Pequeno, membro anch’esso della crew Indomabili e che nel libro Guérriero, storie di sofisticata ignoranza, dedica all’amico un capitolo. Dopo anni passati a dedicarsi alla famiglia, nel 2017 Il Profeta torna sulla scena rap, dapprima partecipando insieme a Tony Effe nel singolo Scarafaggio di Guè Pequeno, poi scrivendo il racconto a cui lo stesso Guercio si è ispirato per le rime di Maleducati e infine con i singoli Little Blue Boy, Maserati e Ramadan prodotta da Night Skinny. 

 

Queste strade, mia madre. Milano, mio padre. Credo in Dio, credo negli uomini e nella volontà di cambiare le cose, ci siamo stati sul fondo e non ci torneremo, mai più.

Il Profeta non é nuovo al rap, anzi é colui che ha portato il gangsta rap in Italia, é uno dei pochi che può permettersi di parlare di strada, di situazioni viste e vissute restando credibile, cosa assolutamente rara oggi, dove l’argomento é per lo più inflazionato.

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