Con Entropia 3 Egreen regala ancora una volta perle ai porci

Con Entropia 3 Egreen regala ancora una volta perle ai porci

É uscito Entropia 3, il nuovo lavoro di Egreen. Un disco rap fino al midollo pregno rime, punchline, che ti danno la carica, ti fanno riassaporare il rap, ti picchiano in testa e ci restano. Ed eccoci di nuovo. History repeating. Tutti ancora a criticare Egreen, a dire che dice sempre le stesse cose (come se fosse l’unico), che é incazzato senza motivo, che hatera a prescindere, ma chi lo dice é perché non ha mai capito neanche mezza sua rima. Ripenso all’ultima volta che ho parlato con lui, a quando gli avevo detto:

prima di dire che non hai contenuti tu, bisognerebbe dirlo a qualcun altro, perché ci sono persone che su soldi puttane e macchine ci hanno costruito la carriera

“Sono lusingato che tu dica queste cose. Io ormai me la vivo bene e sorrido perché so che di base c’è una mancanza di chiavi di lettura e di conoscenza. Una parte degli ascoltatori di rap italiano ha delle mancanze disarmanti che mi fanno vergognare di fare musica in questo paese e di provarci ogni anno. La cosa più scandalosa è che c’è un sotto gruppo di ascoltatori che si ritiene esperto di rap italiano e che ascolta solo rap italiano, quindi quando parli di rap statunitense che, secondo me è alla base, non sanno neanche cosa dirti e questa cosa già spiega tutto. Adesso ci sono questi fenomeni da baraccone, gente che secondo me non ha motivo di esistere, parlo di quelli che fanno le review, siamo scesi ancora più in basso del giornalista di razza che non c’è più, del giornalista di settore che non sa nemmeno cosa sta chiedendo e che non è assolutamente formato sulla persona che sta intervistando, siamo ancora più in basso, adesso ci sono questi YouTubers che sono il non plus ultra dello schifo del fatto che adesso questa roba è talmente grossa che ci sono persone che hanno meno views di questi due, che devono ancora trovare il loro posto nel mondo”.

Egreen è un Mc che fa musica rap e se non l’avete capito, non avete capito niente nè del rap nè dell’hip hop. É incazzato, lo é con il rap e con la scena in generale, addetti ai lavori compresi e ha tutte le ragioni di esserlo. E’ presente sulla scena dall’inizio, ha lottato anno dopo anno per portare avanti la sua musica, spesso non è stato capito, ancora più spesso è stato sottovalutato in favore di altri artisti più cool eppure non ha mai mollato. Il rap è dentro di lui, vive l’hip hop, vive questa cultura come pochi fanno, la situazione odierna fa rabbrividire tutti e lui è arrivato al punto di dire non mi interessaHa dato molto al rap e sta ancora aspettando di ricevere quello che gli spetta, probabilmente non lo riceverà mai, ma Nicholas ormai é maturo, Entropia 3 é un disco maturo e consapevole, fatto da un artista che ha raggiunto la consapevolezza di fare rap per il gusto di farlo senza aspettarsi niente in cambio. Ecco, questa é la cosa più hip hop che ci sia oggi. Tutti fanno rap per essere famosi, per fare soldi, lui ormai disilluso e consapevole lo fa come lo si faceva nei ’90: per amore e passione. E infatti eccolo qui, tornare con un altro disco, nel quale sputa rime e sangue e con il quale regala per l’ennesima volta perle ai porci, perché intanto non verrà capito né otterrà i giusti riconoscimenti, ma tanto a lui neanche di questo interessa.

Cos’è il rap per te?

Io mi ritengo un mc che fa musica rap. Ci ho messo 11 anni a ritenermi un mc, oggi penso di esserlo e mi piace dire faccio musica rap. L’Hip-Hop è una cosa che mi è stata tramandata fin da quando ero piccolo, ho avuto la fortuna di essere stato cresciuto da persone che avevano l’hip hop molto vicino a loro e porto nel cuore una visione molto pura, chiara e nititida di quello che è questa cultura, però è una cosa che porta nel cuore. Trovo sia unitile e ridicolo oggi fare i guerrieri dell’hip-hop, l’hip-hop devi averlo nel cuore, è una cosa che devi portare dentro, è vero che è molto legata al lifestyle, a come affronti determinate cose nella tua vita, a come affronti molti rapporti, a come questo sia uno spirito che serve a sviluppare anche l’aggregazione, il fatto di non avere barriere, ma si tratta di valori che hanno varie traduzioni nel forma mentis individuale. Io sono molto distaccato nei confronti degli estremisti e dei puristi di questa cultura, ma so molto bene da dove arrivo e cosa sto facendo e cerco sempre il confronto anche con gli estremisti. La storia ci ha insegnato che estremismi di qualsiasi tipo hanno provocato delle fratture e la mia generazione è quella che ci ha rimesso più di tutti. Nella canzone “Rap Italiano” dico orfano bastardo di un’era in collasso decimata, per molti finita, cannibalizzata, smostrata, datata, c’han messo in mezzo a una strada dicendo “poi vedremo”, non ho rancori, è anche per voi che lo mantengo vero, noi siamo stati davvero messi in mezzo a una strada da tutti i vecchi dell’epoca che stavano vivendo una parabola in discesa a causa del fatto che non c’era più niente in Italia. Noi abbiamo preso schiaffi su entrambe le guance dall’hip-hop e a noi l’hip-hop cos’ha dato? A me non ha ridato niente, io a questa cosa ho dato davvero tutto. Ho avuto degli anni complessi dai 18 ai 29 e l’unica cosa che avevo era il rap. In maniera un po’ egoista e arrogante, posso dire che io ho dato tanto al rap e sto ancora aspettando di ricevere un quinto di quello che gli ho dato, senza fare la vittima, perché non lo sono. Secondo me bisogna stare molto attenti quando si parla di hip-hop e di cultura, bisogna apprezzare la bella musica e capirla, perché una volta che hai fatto quello, hai le chiavi di lettura per vedere le cose in un determinato modo. Per esempio, una delle critiche che più spesso mi fanno è che non ho contenuti, o ho sempre gli stessi..”

Parliamoci chiaro: lui non è un personaggio per ragazzini, è un MC e purtroppo questa cosa non verrà mai capita. Perché c’è differenza tra un personaggio da social che vanta le proprie conquiste e un MC che fa rap perché non può fare a meno di farlo.

Ha fatto un disco rap con sonorità rinnovate dimostrando di come si possa sputare rime su qualsiasi beat se si è in grado di farlo, ma resterà l’ennesimo disco sottovalutato, che passerà in sordina in favore di altri più frivoli, perché il gioco del rap é anche questo. Egreen lo sa, sa che resterà sempre in quella via di mezzo che separa ancora oggi il mainstream dall’underground, sa che non verrà mai capito come merita, sa che verrà sorpassato da artisti meno completi di lui ma decisamente più fighi, e anche se in passato ci ha sofferto, ora ha imparato a conviverci e passarci sopra.

É difficile comprendere un artista che va contro le mode del momento, che non fa niente per ingraziarsi il pubblico e risultare figo, ma che al contrario va avanti come un caterpillar per la sua strada continuando a fare il suo, regalando ancora rap, dando ancora perle ai porci.

 

 

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