“L’hip hop non lo sento più mio come lo sentivo prima” parola di un 15enne

“L’hip hop non lo sento più mio come lo sentivo prima” parola di un 15enne

Ieri mi ha scritto un ragazzo che frequenta il secondo anno di liceo e mi ha detto “togli classifiche e numeri fasulli, dalla mia esperienza di seconda superiore, Tedua ha fatto un botto molto più grande di Sfera… da quanto avverto a scuola tra i miei coetanei l’album di Sfera non se lo caga più nessuno, mentre tutti i giorni si parla di quello di Tedua e dappertutto lo sento riprodotto. Sarà che a me Sfera non piace, ma non mi pare abbia fatto tutto sto botto a lunga durata“.

Ora, io ovviamente non sono nelle scuole, non so cosa gira tra i ragazzi, molto dipenderà, oltre che dal gusto personale, anche dalle compagnie. Anche quando ero giovane c’era chi preferiva un’artista piuttosto di un altro, i Gemelli Diversi vs gli Articolo per dirne una. I numeri di Sfera parlano più che chiaro e sono numeri che Tedua come chiunque altro al loro livello può solo sognare. Anche se fossero stati gonfiati ma lo escludo, le vendite dei biglietti dei concerti parlano chiaro. Sicuramente il disco di Tedua, come la maggior parte degli altri, sono passati quasi in sordina, se ne è parlato giusto il tempo dell’uscita, mentre di ‘Rockstar’ ne hanno parlato e scritto allo sfinimento. Perchè? Perchè Sfera fa più click di Tedua e di chiunque altro al momento. Del disco di Tedua io non ho ancora parlato perchè lui non mi è mai piaciuto (sono gusti) ho provato ad ascoltarlo per farmi un’idea, ma l’ho trovato pesante e prima di esprimermi voglio avere un’idea ben chiara, non piace scrivere tanto per.

Il ragazzo che mi ha scritto ieri, mi ha fatto anche una domanda “molti si dicono contenti che l’hip hop (se possiamo ancora definirlo tale, forse è meglio dire rap/trap) sia giunto a così tanta gente… tu cosa ne pensi?

Prima di dire la mia, vi dico la sua “non lo sento più mio come lo sentivo prima e ti parlo dall’alto dei miei 15 anni, non è che sono un trentenne purista che ascoltava i Colle Der Fomento“. Questa frase mi ha fatto molto riflettere, se un ragazzo di 15 anni che probabilmente ascolta rap da 4 anni non sente più suo l’hip hop qualcosa è successo davvero. Non può aver vissuto gli anni d’oro della cultura hip hop, le jam, i graffiti, il muretto di Milano, i breaker che ballavano ogni pomeriggio in Corso Vittorio Emanuele, il 2The Beat, i centri sociali e via dicendo. Io ho vissuto tutto questo e vedo come la cultura si sia persa e non solo tra il pubblico, ma anche tra gli artisti stessi. E’ venuto a mancare lo spirito di aggregazione tipico dell’hip hop, ormai non c’è aggregazione neanche ai concerti ma solo una folla di ragazzi con il telefono in mano pronti ad immortalare tutto per poterlo condividere, noi i concerti li vivevamo, non facevamo foto, ma io le ho tutte impresse nella mente, ricordo le emozioni e anche gli odori di certi live, l’aggregazione del pubblico e delle diverse discipline dell’hip hop, l’essere tutti lì perchè amanti di una cultura comune. Questo si è perso, così come la conoscenza, perchè nessuno parla, nessuno racconta, a nessuno interessa neanche più informare. Io penso che oggi il rap sia finalmente dove avrebbe sempre dovuto essere: ovunque, nelle piazze, nelle scuole, in tv, nelle radio, sui giornali e so quanto tempo ci sia voluto per arrivare a ciò e so anche riconoscere la spinta data dalla trap in questo. Il rap oggi è quasi al pari degli altri generi musicali, dico quasi perchè ad oggi ancora non viene accettato per quello che è, per il suo linguaggio e per il suo aspetto. Ma sicuramente la cultura è andata scemando sia in Italia che in America, per questo forse Netflix ha voluto dedicare la serie ‘Rapture’ alle leggende di questa musica e cultura.

 

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