Il rap è il piatto ricco in cui ficcarsi?

Il rap è il piatto ricco in cui ficcarsi?

Sicuramente per molti sì, in questi ultimi anni il rap ha avuto un’esplosione tale che tutti hanno iniziato ad occuparsene. Magazine, televisioni, radio, YouTubers, pagine social e anche cantanti pop. Una cosa mi chiedo: dove eravate tutti dieci anni fa? Oggi il rap è davvero diventato il piatto ricco in cui ficcarsi e mangiare a più non posso e con lui anche la trap. Via libera allora a improvvisati giornalisti non di settore che non capiscono niente di questa musica, ma che ne scrivono perchè è la moda del momento. E via libera ad artisti rap che cavalcano l’onda della trap per acquistare un po’ di popolarità persa nel corso degli anni. E via libera a cantanti pop che propongono cover di giovani trapper.

Se Marra e Guè cantano “Dolcenera è un gran bel pezzo, non ci faccio un pezzo”, lei la cover di ‘Caramelle dell DPG l’ha fatta riuscendo nell’impossibile: rendere di senso un pezzo no sense. In questo contesto la cantante italiana si inserisce ben, ma vederla live e in 5 minuti di violenza dagli Arcade Boyz ha un retrogusto grottesco, quasi fantascientifico.

Si è dimostrata schietta, veritiera e autoironica, mi è piaciuta molto la sua intervista. Non avrei mai pensato di vedere una cantante pop su un canale YouTube ospite da due YouTubers e il tutto può assumere due significati. Il primo è che finalmente il rap e i suoi protagonisti e addetti ai lavori sono stati totalmente sdoganati e entrati a far parte del mondo musicale al pari di tutti gli altri generi. Era quello che volevamo, no? In fondo noi rap addicted ci siamo sempre lamentati del fatto che il rap non fosse ovunque e non fosse trattato come il pop per esempio, ora che lo è però ci lamentiamo, siamo forse noi a non volere una tale contaminazione e pretendere gelosamente che il rap resti nostro e al di fuori di tutti gli altri meccanismi? A quanto pare sì, perchè ogni qualvolta vediamo un rapper in tv, in passerella, o su grandi palchi storciamo il naso e lo stesso accade quando Dolcenera decide di prendere ‘Caramelle’ e farne una cover. La prima cosa che molti hanno pensato è stata: cosa vuole questa? 

L’altra chiave di lettura (dei più maligni) è che Dolcenera, con un disco in prossima uscita, sia andata ad accaparrarsi il favore di un pubblico non suo, andando anche nel salotto degli Arcade Boyz. Una mossa di marketing ben studiata? Dolcenera non è arrivata ieri, è presente sulla scena da molti anni, non credo abbia bisogno di due YouTubers, seppure influenti e seguiti nel loro, per aumentare l’hype intorno al suo disco, tant’è che del disco ha si e no fatto un accenno. Come lei stessa ha spiegato, le cover nella musica sono sempre state fatte e allora perchè stupirsi se una cantante pop prende un pezzo della DPG e ne fa una cover? Per il discorso di prima, perchè il rap è nostro e deve restare tale. Mi verrebbe da dire, abbiamo voluto la bici, ora pedaliamo.

Credo che quello di Dolcenera sia un passo estremamente importante per tutti noi amanti del rap, ci ha dimostrato come i nostri due mondi non siano per niente distaccati e lontani e ben vengano artiste come lei, del suo calibro e con il suo background che omaggiano la musica rap e si avvalgono dei mezzi di comunicazione di questo genere musicale. Non avete mai pensato al rovescio della medaglia? Non è che forse e dico forse Dolcenera a livello italiano sia più popolare della DPG e che dalla sua cover sia proprio la gang romana ad aver tratto il vantaggio più grande?

 

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