S.Y.L.R. Support your local rapper

S.Y.L.R. Support your local rapper

Voglio raccontarvi una storia.
Mi presento, sono Giovanna, ho 24 anni ed ascolto la musica rap da quando la Sony fece l’invenzione del secolo ed introdusse il lettore cd portatile. C’è sempre stato un rapporto di dipendenza con questa musica, c’era sempre una canzone giusta, con le parole giuste al momento giusto. Ecco questo genere mi rappresentava e mi rappresenta tuttora, più volte mi ha salvato la vita, percepivo che qualcuno condivideva le mie emozioni e le metteva nero su bianco.
Non sono qui con l’intento di annoiarvi con la storia della mia vita, poiché a voi cosa ve ne fregherebbe, vorrei invece cogliere l’occasione di parlarvi dell’amore che c’è verso questo genere e di quello che ognuno di noi racconta citando, cantando e producendo basi.

Abbiamo la fortuna di poter arrivare a tantissime persone, possiamo condividere idee, regalare attenzioni e argomentare il nostro punto di vista con chi riteniamo sia giusto. Grazie ad internet abbiamo un potere inimmaginabile.
É per questo che vi voglio raccontare di tre rapper, che forse non conoscete, o meglio, non ancora.

Partiamo dal più giovane, Emanuele Tempera classe 96, in arte Sate. Un grande fan del Maestro Fabri Fibra e proprio come lui mi ricorda la pignoleria e la continua ricerca della perfezione all’interno dei propri testi, sia metricamente che nel ricercare il tono adeguato per fare una rima che spacca.
Sate, un ragazzo dalla voce profonda, che va oltre le aspettative. Difficile da immaginare fisicamente perché è un mix di diverse qualità e caratteristiche che spaziano dall’icona del rapper che abbiamo adesso e che c’era nel passato. Forte nei live, nei video e all’università, perchè sì frequenta l’università.
Emanuele fa parte dell’etichetta Dedalo Records, con altri due componenti Cornish e Lefka ( il fondatore ), i ragazzi si stanno impegnando in un progetto per auto sostenersi.
A presto usciranno dei feat internazionali ed un EP. Nell’attesa andatevi ad ascoltare il singolo “Hey Hey”, trap con contenuto.

Gli altri due rapper sono amici da una vita che condividono quasi tutto, ma di due stili completamente diversi.

Ferro Giant, Simone, alto come un palazzo, racconta le sue avventure come vanno raccontate, senza mezzi termini. Le sue canzoni sono un viaggio tra mille peripezie avute in viaggi oltre oceano fino ad arrivare all’esperienza più incisiva in Colombia.
Racconti che hanno dell’incredibile con realtà di cui se ne parla veramente poco. Ha sempre esposto le sue idee, molto spesso si occupa di problemi di oggi giorno e vicende di cronaca nera, ha raccontato gli abusi di potere come nella canzone ‘A.C.A.B’., con il suo “compagno di merende” Thiago Dea.
Ha partecipato, anche, all’iniziativa di cantare all’interno del carcere di San Vittore, Milano.
Insomma Ferro dice la sua.
Anche lui è attivissimo sulla scena rap, fa parte di LabelEpoque, la quale racchiude numerosi artisti (Pablo Asso,Tino, Kest e tanti altri).
Alle spalle ha numerosi live di qualità e con un pizzico di ignoranza. Questi palchi sono stati cavalcati in compagnia, ma anche singolarmente.

Se vi posso consigliare un pezzo per farvi capire di cosa parla, vi consiglio ‘La Habana’.

L’ultimo rapper, è un pò un enigma, difficile da descrivere e da comprendere. Il nome è Pablo Asso, un asso nel freestyle, molto forte anche lui ai live.
Uno stile “tra il fare brutto” e un introspettivo romantico, definiamolo così. Ogni sua rima è cullata dal flow e dal timbro che piano piano ti portano a sognare. In una canzone mi ricorda Vasco Rossi, tra un grido di sfogo e aiuto.
Pablo è il padre fondatore di zona 6 (zona sud-ovest di Milano), una crew di rapper che rappresentano quell’area.
Oltre ad essere il padre di quest’ultima è anche l’insegnante di alcuni nomi importanti della nuova scena rap.
Vi linko qui sotto un suo pezzo che mi ha veramente caricato e ossessionato per un bel periodo.

Perché bisogna supportare in massa i propri rapper locali?
Almeno per me supportare i propri rapper locali è uno state of mind è come sentirsi parte di qualcosa.

Giovanna Peroni

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