I segreti del Rap Game: l’arte di essere ovunque

I segreti del Rap Game: l’arte di essere ovunque

Festa, concerto o evento che vai schiera di rapper che trovi. Non so se funziona così anche nelle altre città, ma a Milano è la prassi, forse perchè ormai vivono quasi tutti qui, ma il dato di fatto è che la loro presenza a ogni evento è sempre più massiccia. A parte il ritrovo settimanale ormai fisso il mercoledì sera allo Smashin Wednesday, dove la maggior parte penso vada per divertirsi, ballare, far serata, farsi vedere e fotografare e ovviamente bere gratis, a tutti gli altri eventi la presenza degli esponenti del rap nostrano è massiccia.

Al concerto di Ensi, come a quello di Lazza, di Fabri Fibra, Marracash, Guè Pequeno e via dicendo la zona adibita alla stampa e agli ospiti e i backstage pullulano di rapper, anche di quelli che non ti aspetteresti di vedere perchè pensi non gravitino intorno alla crew dell’artista. Il caso del concerto di Ensi al Gate Milano è stato davvero eclatante: c’erano tutti, Shade, Salmo, Slait, Hell Raton, Nerone, Lazza, Luchè, Og Eastbull, Danien & Theo, Dogslife, Vincenzo Da Via Anfossi, Noyz Madman e Gemitaiz e altri che sicuramente non ho visto. Il punto è che, oltre agli amici e agli ospiti di Ensi, sono riusciti a imbucarsi anche artisti nuovi che con la scena rap e con il rap pare abbiano davvero poco a che fare.

La situazione raggiunge dei picchi imbarazzanti anche quando si tratta dei party della Fashion Week, i cui party sicuramente più quotati oggi sono quello di Marcelo Burlon, Diesel, Moschino e Marras. Un tempo era il party di Philipp Plain quello sicuramente più acclamato e dove per tutti il must era esserci, oggi che non sfila più a Milano, il must è quello di Marcelo. Mercoledì inizierà la settimana della moda a Milano e al Party di Moschino l’ospite d’onore sara Sfera Ebbasta, ma sicuramente troveremo altri rapper. L’altra sera c’è stata la presentazione di ‘Afrottutto’ di Crookers e Samuel Heron che hanno offerto la cena al ristorante cinese a 100 fortunati: 80 erano rapper e dj.

Sono quelle situazioni dove se il manager o l’artista stesso contatta l’organizzatore dell’evento per chiedere un accredito, il malcapitato non può dire di no, anche se ci sono pochi posti, anche se l’artista in questione si porta dietro l’amico, la fidanzata e l’amica della fidanzata. Ma quando c’è un evento, un concerto, un party o un open bar il rapper e il dj devono esserci, vuoi mettere bere e mangiare gratis al posto di doverselo preparare? Atteggiamento tipicamente italiano che accomuna tutti: artisti, addetti ai lavori, persone comuni, influencer o presunti tali e chi più ne ha più ne metta, Ma ci sono delle occasioni in cui ti guardi intorno e pensi: ma che c’azzecca Jack The Smoker, Pepito Rella, Danien & Theo, Og Eastbull qui? Sai bene che non ci azzeccano nulla ma che semplicemente hanno fatto o fatto fare la telefonata giusta.

I pochi che è rarissimo vedere in tali carrellate di rapper sono sicuramente Fabri Fibra, Emis Killa, Marracash e Guè Pequeno. Ricordo anni fa, prima dell’esplosione di queste rapstar, che se volevi incontrare la Dogo Gang al completo la trovavi quasi sicuramente 7 sere su 7 al Berlin in Colonne a Milano, era raro incontrarli altrove, così com’è raro incontrarli oggi. Sono presenti gli un ai concerti degli altri, ad alcune sfilate dove vengono invitati come ospiti ufficiali, ogni tanto si concedono una serata al Rocket il sabato sera, dove, a dire degli organizzatori, entrano con un’umiltà tale da lasciar impallidire metà della scena nuova. Spesso Salmo ha pagato l’ingresso, prima di essere riconosciuto e ovviamente fatto entrare le volte successive, ma nessuno di loro ha mai preteso un tavolo, un privè o una bottiglia, accettano i free drink come chiunque altro ma non assumono atteggiamenti da super vip o super star.

Questo è quello che fa di una persona un’artista, non il fare i prezzemolini grattoni onnipresenti come le soubrette nei salotti televisivi.

 

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