Rap vs Trap è il nuovo Underground vs Mainstream?

Rap vs Trap è il nuovo Underground vs Mainstream?

Non ti piace la trap perchè sei affezionato al rap anni ’90? Non ti piace la trap perchè non è rap? E infatti non lo è, lo dice il nome stesso, si chiama trap non rap. Non ti piace la trap e quindi? Per quanto dovrai ancora scrivere commenti sui social che il rap è morto e che la trap non è rap?

E’ da più di un anno che la faida rap/trap tiene banco sui social, più da parte degli utenti che dei diretti interessati e la cosa mi ricorda molto la storica faida tutta italiana dell’underground vs il mainstream. Torno indietro nel tempo a quando tutti dicevano se ci fai i soldi con il rap sei una merda, sei una puttana, Rakim con i primi soldi che ha fatto si è comprato delle collane grosse come una zucca, di cosa stiamo parlando?

È tutto sbagliato. Molti hanno una visione sbagliata di questo, come se il mainstream fosse il male e l’underground fosse il vero. Ha portato molta più innovazione il mainstream negli ultimi 5 anni, che l’underground negli ultimi 20. Per anni hanno cercato di farci credere che c’erano i buoni e i cattivi, i veri e i falsi, atteggiamento e pensiero che hanno portato alla grossa depressione del 2000. Quella scena si è autodistrutta, non è stata in grado di veicolare il cambiamento, di motivare la crescita e l’evoluzione di questa musica, si è quasi spaventata dall’arrivo delle cose nuove causando danni ad alcuni artisti e al rap stesso.

Se pensiamo alla storia, i rapper che hanno cambiato le sorti del mondo parlavano alle persone di cose che potevano capire. Quando Jay Z in “Empire State of mind” dice “Afrika Bambaataa shit, home of the hip-hop”, dice la merda di Bambaataa è la casa dell’hip-hop, New York. Mi piace sentire uno come lui che cita Bambaataa o altri che citano altri, è importante perché la gente deve anche capire da dove arriva questa musica, quali sono le origini e quali i padri fondatori. Forse è proprio questo che manca oggi, il passaggio di testimone  dalle vecchie generazioni alle nuove. Manca qualcuno di autorevole che sappia dare il giusto peso al passato e lo sappia dire usando il linguaggio dei giovani di oggi.

Ma come possiamo pretendere che un ragazzo di 18 anni, oggi, si senta parte di una cultura che non conosce e non vede? E anche se la vedesse, non se ne sentirebbe parte, perché sono cambiate le mode, è cambiato tutto ed è normale. Nel primo gruppo di Dre, lui era vestito con i completi, i rapper si facevano la permanete, di cosa stiamo parlando?

La gente non sa un cazzo e quindi si permette di parlare. Ora i ragazzini fanno i balletti e si vestono strani, per me se rappi bene e dici delle cose fighe, ti puoi anche dare fuoco, perché è quello per me l’hip-hop. Flavour Flav aveva una sveglia enorme attaccata al collo, per tutti poteva sembrare un coglione, per noi era un eroe. Lo stesso vale per i trapper di oggi, per alcuni possono sembrare degli imbecilli per il loro abbigliamento eccentrico, per i ragazzini di oggi, invece, sono dei miti.

Quello che mi dispiace è vedere come queste generazioni crescano completamente disconnesse dall’ambiente dell’hip-hop, perché secondo me è quella ancora la chiave. Infatti, si può dire quello che si vuole del successo dei Migos o Lil Yachty, ma quando esce il disco di Kendrick Lamar o di Jay Z, ha un altro peso specifico, lo capisci che è così, non lo dico io perché sono fan dell’hip-hop, è così, quella roba ha un altro perché, non che l’altra non ce l’abbia, ne ha un altro che è diverso.

Fare hip-hop non vuol dire rintanarsi in qualcosa che non rappresenta l’andazzo odierno, non è dire io faccio questo perché questo è il vero gusto dell’hip-hop, mi vesto camouflage e porto i baggy perché è hip-hop, l’hip-hop è anche tutto quello che stanno facendo molte di queste generazioni nuove perché la storia parla per noi. L’eccentricità, il personaggio e qui penso agli Outkast, a Flavour Flav, stiamo parlando di immaginari pazzi, lo stesso Eminem quando è uscito che immaginario aveva? Quindi ci sta, fa tutto parte del gioco. E’ ovvio che se un ragazzo oggi si appassiona al rap e si sente più vicino a Travis Scott, proverà a rifare come Travis Scott, non proverà a rifare i Non Phixion o Nas, perché un ragazzino oggi non vuole rifare Jay Z, perché non lo vede figo come vede fighi i Migos, la musica è sempre un po’ uno specchio di quello che uno vive, lo era 10 anni fa e lo è ancora oggi.

Oggi per me è anche grazie alla trap che questa musica é ovunque. Certo, non è tutto perfetto e non sono tutti dei mostri sacri. Personalmente, nella nuova ondata trap, vedo un’omologazione dal punto di vista del sound, suonano tutti molto simili, sia per la scelta delle basi, sia per la scelta dei testi, sia per la scelta delle parole e soprattutto per la scelta delle metriche e del modo in cui vanno sul tempo. Sta roba terzinata spezzata della trap, mi sembra che la facciano tutti uguale, tanto che a volte faccio fatica a distinguere gli artisti. In genere quelli che mi piacciono di più, vengono fuori perché hanno delle particolarità e peculiarità, o nella scrittura o nella voce, se no, per il resto, il grosso che sta là sotto, è proprio omologatissimo, per questo vengono fuori in pochissimi. Vengono fuori quelli che spingono su qualcos’altro, o per il testo, o per l’immaginario, anche per le cose più frivole, ma almeno è qualcosa di diverso e hanno diritto di esistere, poi secondo me solo il tempo gli darà ragione o meno. Lo stesso però succedeva negli anni ’90 e all’inizio dei 2000. Proviamo ad ascoltare alcuni pezzi vecchi, molti non suonavano tutti uguali? Non rappavano tutti uguali? Dal quel periodo storico chi é emerso, chi é rimasto? Chi ha saputo distinguersi. Valeva allora per il rap e vale oggi per la trap.

Secondo me, se é difficile dire cos’è e cosa non è hip-hop, è altrettanto difficile trovare il confine tra rap e trap, perchè la storia parla per noi e la storia del rap vede contaminazioni di genere fin dall’inizio. Il successo della Sugar Hill Gang, nel ’79, della prima canzone rap registrata, erano barre rubate da un altro, però ha permesso l’evoluzione di questa musica, quindi alla fine tutti hanno il loro peso nel gioco.  Dj Hollywood suonava nei club principalmente sul fanky, ma rappava sulla disco music. Quindi non si può dire cosa è e cosa non è, si può parlare di gusto, di scelte artistiche, di coerenza, ma fino a un certo punto perché quello che fa la differenza è sempre la qualità della musica e la visione dell’artista stesso. Jay Z , per esempio e per citarne uno, non è mai sceso a compromessi, ha sempre fatto quello che voleva e l’ha sempre fatto al top, sia con canzoni mainstream incredibili con o senza sua moglie, sia con canzoni più underground con testi più importanti. La stessa cosa vale per Nas, per Fat Joe che ha fatto le hit da club nel 2000 e nei ’90 ha fatto i dischi della D.I.T.C., cioè non è l’artista o il momento storico che sta vivendo che lo porta ad avere più o meno fan, o a essere più o meno una star, è l’idea di contorno che c’è su questa musica.

Molti di noi si sono appassionati al rap perchè nelle loro canzoni gli artisti ci dicevano cose che potevamo capire, parlavano la nostra stessa lingua, era come sentir parlare un fratello maggiore, penso a quando ascoltavo i Club Dogo e quanto mi trovavo d’accordo in quello che dicevano, perchè erano cose reali, perchè descrivevano la Milano che io vivevo nel modo più crudo possibile, lo stesso vale per le rime di Fabri Fibra. E’ normale che oggi, a 30 anni suonati, non mi ritrovi nelle canzoni e nei testi di Sfera Ebbasta o della DPG. Così come è normale che un ragazzino di 15 anni, al contrario, ci si ritrovi. E’ l’evoluzione della musica, delle generazioni, oggi i trapper sono lo specchio delle nuove generazioni, motivo che porta questi ragazzi a essere molto attenti alla moda, all’apparenza e molto social network addicted.

Il problema non è la trap o il rap, il problema per un’artista è riuscire a durare nel tempo. E’ facile oggi cavalcare le mode, essere sulla cresta dell’onda e rappresentare un pubblico di 15enni, ma quei 15enni un giorno cresceranno, così come cresceranno gli artisti stessi, Riusciranno a fare come Fabri Fibra, Marracash e altri big che riescono a mettere insieme diverse generazioni? E’ questo il punto secondo me, riuscire a creare qualcosa che duri nel tempo e purtroppo a questa domanda solo il tempo potrà darci una risposta.

Quello che mi dispiace é la totale mancanza di conoscenza della storia dell’hip-hop da parte delle nuove generazioni, ho sentito ragazzini definire old school Marra, Fibra e i Dogo come se non ci fosse mai stato nulla prima di loro. Ho sentito ragazzini credere che questa musica sia nata qui e ora, non conoscere il passato, le basi, parlare di musica rap escludendo la cultura hip hop. Ma nel mondo veloce in cui vivono ora è tutto più immediato, loro sono qui oggi e quello che è successo ieri per loro è già vecchio.

Quello che sta accadendo oggi con il rap vs trap sembra riportarci indietro nel tempo, sembra che di nuovo vogliano farci credere che esistono i buoni e i cattivi. Che il rap siano i buoni così come lo era l’underground e la trap siano i cattivi così come lo era il mainstream. Ma non abbiamo imparato niente dal passato? 

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