Rkomi classe 1994, proveniente dalla zona 4 (zona di periferia della Milano sud-est)

Rkomi classe 1994, proveniente dalla zona 4 (zona di periferia della Milano sud-est)

Avete presente quelli che dicono: “I nuovi rapper sono tutti uguali. Fanno le cose con l’autotune e sembrano tutti Sfera”?
Ecco, no. Mirko non è così. Mirko, o Rkomi, come lo conoscete voi è un’altra cosa. Non è necessariamente qualcosa di meglio o peggio, è semplicemente diverso. Per lui vincono i testi, il contenuto domina sulla forma. E allora, forse anche per questo, ascoltarlo – e soprattutto capirlo – è un po’ più complicato di quanto accada nella scena di oggi.

Infatti, spesso per capire un suo testo nel complesso, devi conoscere sia i gusti di Mirko sia i suoi brani precedenti.
Partiamo da qui.

“Ora tarda, c’è bufera. Dormo solo con la TV accesa. Questa camera è spoglia come la mia anima. Spero la notte sia rapida”.

La riconoscete? Immagino di sì. È la prima strofa di “Milano Bachata”, ma è anche la prima strofa della canzone “Parole che nessuno riesce a dire” di Marracash, guardacaso (ma forse nemmeno troppo per caso) protagonista con Rkomi proprio di Milano Bachata.


Prende frasi ed espressioni dei suoi miti e Marra è uno di quelli.
Non c’è solo questo nel rap di Rkomi.
Un’altra caratteristica interessante è quella voglia di switchare e sostituire parole con termini quasi onomatopeici. Inverti le sillabe, il risultato resta – quasi – invariato. Grammo diventa mmogra, madre – drema, frate – tefra- e così via. La Mmmmh, invece, tornando a quel discorso delle sonorità imitate, va a sostituire il nome di una droga comune giovanile, che tutti noi, bene, sappiamo cosa significhi.

Ok, questo – e speriamo di esserci riusciti – serviva a scattare una fotografia sul momento attuale dell’artista che però, sebbene sia piuttosto giovane, ha una storia che racconta molto di lui e che ora proviamo a farvi rivivere.

Tutto inizia con “Calvairate Mixtape”, uscito nel 2014, con numerose firme all’interno, come Pablo A.sso (cugino di Mirko), Tedua (all’epoca Duate) e Izi.
È qui che Mirko, per la prima volta, ricorda in “Soltanto parole feat Pablo A.sso e Tedua” che il suo tono di voce è cambiato e chi veramente lo segue dal giorno zero lo sa.
La sua, ora, è una voce più profonda, più matura, pronta a riempire quello stomaco che innumerevoli volte è rimasto a digiuno, come lui stesso afferma in altre tracce come “Maddalena Corvaglia” in “Io in Terra”.
Forse sarà questo che poi spingerà Mirko a non mollare; la fame

“e ho perso la voglia di fare, ma c’ho la fame di sempre”.

Sopratutto se nasci e cresci in un quartiere non semplice (la famosa Zona4) che di scelte te ne dà poche, e quelle poche spesso non sono esattamente “ortodosse”. Z4 è una zona periferica di Milano sud-est. Rkomi ce l’ha chiaro in testa. Vengo da lì e il messaggio è di riscatto per quel quartiere e per chi ancora – da quelle parti – fa fatica.

Per poter ascoltare di nuovo un lavoro di Mirko bisogna aspettare il 2016, anno cruciale per l’artista, dove l’occhio di bue di alcuni dei più importanti “Big” della scena rap italiana lo nota. Sembrano crederci davvero questi Big, fino all’ingresso in Roccia Music che lo porterà ad annunciare il nuovo disco sotto Universal.
È in questo quadro complessivo che si inserisce, uscendo il 13 gennaio 2016, l’EP Dasein Sollen. Tante le collaborazioni: The Night Skinny, Shablo, Izi, Tedua e Chris Nolan.
Con il nome dell’EP, l’artista vuole far capire che è più centrato, presente e attivo, ma con la testa sulle spalle. La mente non dimentica quel che ha vissuto e che tutto può cambiare da un momento all’altro, tornare nel buio è un attimo. Lo dice spesso Mirko.
Guarda che se voglio vengo lì e mi prendo tutto quanto, piedi per terra perché punto in alto. Sul serio, Dasein Sollen.

Ed eccoci qua settembre 2017. Uno degli album più attesi (almeno per me) dell’anno: “Io in Terra”. Eccolo Mirko, pronto, carico. Un album che a primo impatto può risultare veramente complicato da ascoltare, quasi sembra rumore; ma un rumore che più che darti fastidio cattura la tua attenzione, di quelli che vuoi sapere da dove provenga e perché produca esattamente quel suono.
Una scrittura particolare quella di Rkomi: veloce, con alcuni trucchetti nel flow, difficili da catturare se non sei un buon ascoltatore, che poi alla fine sono il suo tratto caratteristico.
La firma di Mirko, poi, è proprio questa.

Giovanna Peroni

1 Comment

  • Antonio
    Febbraio 1, 2019

    Tutta roba presa da internet

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